venerdì 20 ottobre 2017

Born to read box - Once upon a time

Ho deciso di scrivere un post su un acquisto particolare e molto soddisfacente che ho avuto modo di fare poco tempo fa: la Born to read box di Lorena, creatrice per l'appunto del progetto Born to read (Nati per leggere).


mercoledì 18 ottobre 2017

[blog] Blogger Recognition Award 2017

Nel post del due ottobre ho scritto che una delle cose più spiacevoli del lasciare l'ambiente "blog" è stata rinunciare a leggere alcuni spazi: quello di Hana era uno di essi. Oggi mi ha fatto una graditissima sorpresa assegnandomi il Blogger Recognition Award 2017 e dandomi il bentornato, facendomi sentire come se fossero passati un paio di mesi che invece che anni.
Ho apprezzato davvero il gesto e sono più che felice di seguire il regolamento dell'award: ecco quindi le mie risposte alle domande che porta con sé!




mercoledì 11 ottobre 2017

Letture degli ultimi mesi - seconda parte - BL e osservazioni sugli editori

Chi ha seguito il blog nel corso degli anni sa che non ho mai snobbato il genere Boys' Love e ne ho seguito anzi l'evoluzione in Italia: adesso mi piacerebbe fare un (non tanto breve) riepilogo della situazione, che è decisamente cambiata rispetto a qualche anno fa.

Grazie a Flashbook la parte della mia libreria dedicata ai manga BL quest'anno si è decisamente espansa. Ho sempre comprato da questo editore titoli shoujo, cosa che continuo a fare tuttora, ma da qualche tempo hanno aperto le porte anche al bl con ottimi risultati. Si focalizzano su manga che mettono al centro della storia le relazioni sentimentali e lasciano ad altri prodotti più o meno legati al fanservice, con risultati che vanno dal gradevole o innocuo allo splendido - il tipo di titolo che basta a dare al bl la stessa dignità di qualsiasi altro genere. Se poi leggendo il loro Twittering Birds (ne parliamo tra poco) o Il gioco del gatto e del topo della semi defunta Ronin, si continua a pensare che questo filone non abbia niente da dare a parte rapporti super stereotipati non è proprio un problema del BL in sé come genere. 
In reatà, shoujo e bl hanno molti lati in comune (non dimentichiamo che in realtà quest'ultimo sarebbe un suo sottogenere): un'infinità di prodotti che rientrano nella categoria hanno lo spessore della carta velina, ma ce ne sono tanti altri decisamente carini e piacevoli, altri ancora interessanti  e alcuni titoli semplicemente stupendi, a prescindere da ogni genere di appartenenza.

Detto questo, nonostante le lamentele di chi detesta il bl a prescindere (haters gonna hate) Flashbook continua a proporre ogni tot nuovi titoli appartenenti al filone, e in un modo o nell'altro finisco sempre per provarli, quando subito, quando a distanza di anni. Nella parte del post dedicata alle letture potete farvene decisamente un'idea.

Pare che il buon successo della loro nuova linea abbia spinto anche la JPop a tentare pubblicazioni di questo tipo: a quanto dicono la versione cartacea del webcomic Killing Stalking ha spopolato (no, non l'ho preso e a meno che non me lo tirino dietro a Lucca non lo farò: assolutamente niente contro chi apprezza, ma a parte determinate eccezioni i prodotti super violenti e io non abbiamo feeling), stanno già pubblicando Super Lovers (storia interessante e per certi versi controversa, quindi decisamente non per tutti, sento già gli strilli d'indignazione XD), a Lucca dovrebbe uscire il primo volume di Ten Count (prenderò il primo numero di prova ma gli ho già dato un'occhiata e non so se continuerò il resto della serie) e poco tempo fa hanno chiesto ai lettori di citare i titoli bl che vorrebbero leggere in Italia, quindi direi che almeno in teoria si prospettano nuovi annunci anche da parte loro. 

E ora veniamo alle note dolenti:

Goen continua a far sclerare i suoi lettori: le uscite vanno a rilento, hanno VALANGHE di titoli in attesa di pubblicazione e ormai la comunicazione col cliente è ridotta all'osso. Hanno acquistato anni fa i diritti per due titoli totalmente yaoi popolarissimi nella relativa nicchia, Junjou Romantica e Sekai-ichi Hatsukoi, entrambi della mangaka Shungiku Nakamura. Ora,  al liceo li ho letti e seguiti per un po', ma non li citerei proprio come grandi titoli, pur essendo affezionata volente o nolente ai personaggi. Avevo pensato di prendere i primi volumi (quelli che anche ai tempi mi piacquero di più e che mi faceva piacere avere in italiano, ma ne riparliamo dopo) punto e basta, ma la Goen ha eliminato i miei dubbi alla radice: dopo, ripeto, ANNI dall'annuncio a Lucca, hanno pubblicato i primi due volumi di Junjou, il primo di Sekai-chi... e basta. Non si sa quando proseguiranno, e se si considera la lunghezza di queste due serie auguri davvero per vederne la fine. Goen non ce la fa proprio a riprendersi in modo definitivo, ma del resto con la mole di materiale che dovrebbero pubblicare stento a stupirmi. Ora come ora non compro niente di questo editore che non sia già stato portato a termine, sia in Giappone che da loro qui in Italia, e del quale non sia relativamene certa che sia stata fatta una buona traduzione.

Magic Press: ogni periodo ha la sua casa editrice più detestata: lo scorso decennio era la Panini per via delle edizioni sottiletta, poi è stato il momento della Ronin e dei suoi titoli tradotti in modo non esattamente soddisfacente, con prezzi alti e uscite dalle tempistiche misteriose (questa è sempre una costante). Hanno tra le mani ancora un paio di serie in corso sia in Giappone che da noi, e giusto per darvi un'idea della situazione, a Lucca uscirà il quinto volume di Crimson Spell, titolo di Ayano Yamane che pubblicano dal 2007 e che con il quinto volume, uscito in Giappone nel 2013 (giusto quei quattro anni di attesa), ci renderà in pari con la serie - l'altra serie della Yamane di cui possiedono i diritti, You're my loveprize in viewfinder, invece è ancora bloccata (e i vecchi volumi sono tradotti sempre malissimo).

 
C'è poi stato il lungo periodo in cui JPop pubblicava titoli in modo discontinuo e incerto a seguito della fusione con GP (che se non ricordo male, era inizialmente la casa editrice più lenta tra le due). Poi è stato il momento di massimo astio del pubblico verso la Goen per i motivi già espressi, ma oltre a loro, ora come ora a crearsi una fama non proprio esemplare c'è anche la Magic Press, quantomeno tra una parte degli appassionati. Dopo un periodo in cui cominciarono ad annunciare e (inizialmente) pubblicare manga yaoi anche abbastanza popolari tra molte lettrici (e i pochi lettori), le uscite hanno cominciato a diradarsi sempre di più, fino ad arrivare alla situazione attuale: titoli ammezzati o ai quali mancano pochi volumi al termine rimandati per mesi e mesi, fino a durare anni, risposte a lettrici che chiedono ALL'INFINITO novità sulla situazione (no, non la pianteranno mai, MAI di stressare) a base di altrettanto infiniti "dovete avere pazienza", zero post esplicativi al riguardo e miriadi di altri, in compenso, per spammare e pubblicizzare il resto delle loro uscite. Io sinceramente penso che sia molto più vergognoso il loro comportamento che non quello di Goen, che è sì comunque artefice dei suoi problemi, ma almeno lo è nei confronti di tutti i titoli. Ciò che è accaduto con Magic Press, invece, dimostra che di fatto è stata munta la mucca della moda yaoi per un po', poi si sono accorti che non vendevano abbastanza, o non hanno trattato in modo adeguato con gli editori giapponesi, o un misto di queste due cose. E hanno deciso di bloccare le uscite cercando di far finta di nulla, smettendo di pubblicizzare e parlare delle serie in questione a meno di insistenze da parte dei lettori. Hanno scritto anche di non avere intenzione di cedere i diritti. In pratica li tengono per non utilizzarli, con l'intento di pubblicare un volume di qualcosa se o quando capiterà il modo o l'occasione. Avvilente. E il fatto che invece di scusarsi con i lettori e lasciare andare i diritti dicano di avere pazienza con toni da "putroppo è andata così" è... no comment.
Avevo sei serie in corso con loro: se mai usciranno, prenderò i relativi volumi, ma per il resto non comprerò mai più niente di nuovo targato Magic Press.



Resta infine l'ultimo dispiacere: Renbooks. Casa editrice specializzata in fumetti di ambito gay, qualche anno fa avevano dato uno spazio al manga pubblicando i primi volumi di alcuni titoli m/m e f/f: i lettori stanno ancora spettando i numeri seguenti. Io avevo intenzione di comprare la novel bl scifi Il cuneo dell'amore,  ma dopo l'annuncio QUATTRO ANNI FA nessuno ha mai visto nemmeno il primo volume di quest'opera. Se non ricordo male ORA dovrebbero aver promesso un'uscita nei prossimi mesi, ma come fidarsi dopo tutto questo tempo?


 


A Lucca buona parte delle case editrici farà probabilmente nuovi annunci: se tutto va come al solito ci si può aspettare le relative uscite da Planet, Star e Flashbook, forse JPop, ma riguardo agli altri editori sinceramente mi auguro che NON vengano fatti annunci, o almeno niente che mi interessi - anche perché rimarrebbe sullo scaffale della fumetteria.


***

Adesso, finalmente, parliamo un po' dei manga veri e propri: commercialmente il genere BL comincia a essere più sdoganato solo adesso e quindi non è difficile che un lettore finisca per avere gran parte dei titoli disponibili in italiano (senza comunque che a ogni numero uno segua necessariamente l'acquisto dei seguenti, perché va bene sostenere il mercato, ma il giorno in cui spenderò soldi per fumetti che durante la lettura scopro di non gradire credo proprio che non arriverà mai).

Ecco qua i titoli bl che ho acquistato in questi mesi, tutti della Flash, in ordine di preferenza:

Twittering Birds Never Fly di Yoneda Kou: niente, uno dei manga BL che ho amato di più e una perla  a prescindere dal genere. E' una storia con un'intensità, una bellezza e a volte una capacità di stringere il cuore in un pugno che semplicemente ti lascia lì senza saper come commentare. A questo proposito ricordate ciò che ho scritto all'inizio e raddoppiate il discorso fatto più in basso (e molto più in breve, davvero) per Does the flower
(Qui qualche dettaglio di trama più specifico, ho già parlato del manga in passato).

Malinconiche Mattine di Shoko Hidaka: sempre tinte abbastanza drammatiche, e in questo caso anche un background storico molto dettagliato. E' stato uno di quei casi in cui col proseguire dei volumi da un apprezzamento tiepido (forse più legato allo stile e l'attenzione al dettaglio che non alla trama) l'interesse è aumentato sempre di più, e adesso mi appassiona molto. Non è certo il manga bl più leggero con cui iniziarsi al genere (per quanto ci siano titoli MOLTO più pesanti anche tra quelli pubblicati nella sola Italia - vedi il bellissimo e tragico Sakura Gari uscito, strano ma vero, per Planet Manga), però si tratta di un buon titolo ed è un piacere poterlo leggere in italiano.

Does the flower blossom? di Shoko Hidaka: Does the flower può appassionare o meno, come ogni altra storia, ma è indubbiamente un titolo narrato con cognizione di causa e un bel tratto, a prescindere dal fatto che parli di storie d'amore tra maschi e sia stato scritto da una donna avente come target altre donne. Sinceramente non penso sia possibile o sensato un dialogo al riguardo con chiunque lo legga e poi continui a ripetere che è comunque più indegno e irrealistico di un qualsiasi shounen, shoujo o graphic novel a sfondo omosessuale.

Il nostro desiderio di Kotetsuko Yamamoto: tre volumetti (tutti pubblicati) che narrano la storia di quattro fratelli e dei loro rapporti all'interno della famiglia e non solo. Personaggi ai quali mi sono affezionata subito, una storia coinvolgente e disegni piacevoli. Consigliato alle amanti del genere e a quelle che apprezzono lo shoujo ma hanno anche voglia di provare uno shounen-ai ben fatto.

 Il nostro desiderio è poi strettamente legato a...

Fullbloom Darling, sempre di Kotetsuko Yamamoto: un titolo che sin dalla trama mi è sembrato molto semplice e leggero, simile magari a tanti shoujo della Star, e che fino a pochi mesi fa non avevo mai sentito il bisogno di recuperare. A un certo punto però ero in vena e mi sono detta "ho fatto trenta, facciamo trentuno" e insieme alle ultime uscite ho preso anche questi due volumetti. Mi ha lasciato stranita l'inizio, dato che il manga parte allo stesso modo di molti spin-off, dove vengono riassunti velocemente eventi precedenti per poi continuare la storia dal punto di vista dei protagonisti di turno. Non mi risulta che esista un titolo precedente con questi personaggi, ma potrei semplicemente non aver trovato il link al riguardo. Comunque, passato il momento di dubbio la lettura è diventata piacevole e carina. Come nel caso di tutti gli altri titoli citati in questo post (a parte Saezuru per motivi di trama legati al protagonista) l'aspetto sessuale della storia è estreamamente secondario, e la simpatia che può riscuotere Fullbloom Darling vive semplicemente dei personaggi che racconta. In questo caso, i protagonisti hanno un ruolo importante e tornano a più riprese in Il nostro desiderio.
E' ambientato in uno di quegli universi mangheschi (in particolare shoujo) dove anche l'angst ha una sua particolare grazia e sai che tutto si aggiusterà, il sole splende luminoso sul negozio di fiori dove lavorano i protagonisti, l'omosessualità viene vissuta in modo pacifico e allegro da tutti (meno in Il nostro desiderio) e l'insulto peggiore che si può sentire è "brutto idiota!" alla maniera dei vari "Baka!" molto noti a ogni amante di anime subbati.
Una volta ogni tanto è piacevole fare un salto anche in mondi del genere, fintanto che i personaggi sono abbastanza simpatici da farti chiedere cosa combiranno nel prossimo capitolo.


Ze di Yuki Shimizu: E' FINITO (soprattutto, nel 2016 l'hanno finito). Con delle traduzioni che vabbe', passiamo oltre... comunque è terminato, stop, ce l'abbiamo fatta. La serie in sé mi è piaciuta, come ricorda questo vecchio post (ai tempi ero decisamente più fiduciosa), peccato solo che abbia ricevuto un trattamento non esattamente auspicabile qui in Italia.




Questa notte con te 1 di Keiko Kinoshita: devo recuperare il secondo e terzo volume, che chiudono la serie, ma il primo mi ha decisamente convinto. Interessante e coinvolgente, parla di due giovani impiegati e migliori amici, uno dei quali è sempre stato innamorato dell'altro ma ha tenuto la cosa per sé onde evitare di rovinare il loro rapporto... solo per scoprire che l'altro era già andato a letto con un uomo che gli si è dichiarato, anche se teoricamente solo per un'unica volta.
Disegni piacevoli e capaci di comunicare i sentimenti dei protagonisti, decisamente promosso.
 


Junjou Romantica di Shungiku Nakamura: a fine liceo smisi di seguire la serie perché continuava a ripetersi all'infinito, ma sono affezionata ai primi volumi e ho acquistato il primo e secondo in italiano. (Ri)Leggendo Junjou sono scoppiata a ridere per certe anatomie del tutto sproporzionate e altre scene molto poco chiare, oltre a uno stile che era ancora davvero ma davvero spigolosissimo, soprattutto nei capitoli iniziali. Una volta alle prese con la parte angst del volume, però, mi sono ricordata il motivo per cui era valsa la pena portarmelo a casa. Poi guardate, massima onestà: letto ora per la prima volta sicuramente farebbe un effetto drasticamente diverso, ma con tutti i ricordi che vi ho legati (ho letto questo primo volume credo a sedici anni)... Se mai usciranno penso che prenderò qualche altro numero e fine, visto che da un certo punto in poi, Junjou inizia a mettere in cantiere per l'appunto archi narrativi sempre uguali.
Tra parentesi, QUANTO è inquietante rileggere un manga corale e scoprire con dieci anni di ritardo che il personaggio a cui somigli di più non è mai stato quello Bravo e Gentile Anzi Troppo Buono in cui ti immedesimavi al liceo ma lo stronzetto fissato con la letteratura di cui dicevi "uff tocca a lui, vabbe' dai, vediamo che combina". 
Discorso similissimo per Sekaichi-Hatsukoi: è la seconda opera più famosa della Nakamura, acquistata anni fa insieme a Junjou dalla Goen, ma di cui per ora è uscito solo il primo volume. Avevo ricordi appena più freschi rispetto a Junjou, ma vale lo stesso discorso: simpatico, carino, ma lo consiglierei solo alle amanti del genere come lettura di puro intrattenimento.

In un angolo di cielo notturno di Nojiko Ayakawa: non male, però mi è rimasto talmente impresso che ho dovuto andare a controllare per essere sicura di averlo letto. Cercando la trama mi sono ricordata cos'era e che non mi era dispiaciuto, ma come potete ben intuire non ha esattamente lasciato il segno. Non dubito però che a tante altre lettrici possa piacere, qui è proprio questione di gusti e percezioni.

Seven Days di Venio Tachibana e Rihito Takarai: avevo sentito parlare più volte di questo manga e sapevo che era molto atteso. L'ho preso un po' a scatola chiusa, conoscendo solo la trama fornita dall'editore e con la consapevolezza che era composto solamente da un paio di volumetti.
È molto raro che io odi/detesti/aggiungere sentimento ipernegativo opere di fiction. A me, di solito, al massimo succede quello che è successo con Seven Days: non mi ha detto niente. I personaggi mi sono sembrati molto bidimensionali e la storia esile, il tratto non è di quelli che apprezzo particolarmente... ma per l'appunto si trattatava di due volumetti e per me la questione si chiude qui.
 
*

E adesso, finalmente, mi fermo. Ci sono anche manga e fumetti di altro genere di cui mi piacerebbe parlare nei prossimi tempi, e spero proprio che la voglia di scrivere non mi passi! A me per prima fa piacere tenere una specie di diario aggiornato delle letture. Per ora, grazie a tutti quelli che sono arrivati fin qui, e - se tutto va bene - a presto!


lunedì 2 ottobre 2017

Letture et visioni degli ultimi mesi - prima parte - (e mini spiegazione sul perché sono sparita)

*fa capolino*
Ehm... rieccomi qua. Questo povero blog ha superato da poco i due anni di semi abbandono, e la verità è che mi sto allontanando sempre di più da tutto ciò che riguarda le recensioni e la community web, sia via blog che - anche e soprattutto - via social network. Il fatto è che non sono una persona paziente, e davanti ai toni intellettualoidi e soprattutto a supponenza, arroganza e deliranti convinzioni di superiorità mentale e morale in base ai propri gusti letterari e cinematografici, la suddetta scarsa pazienza che possiedo si esaurisce in men che non si dica. Se a ciò si aggiunge la delirante social justice internettara* che contagia sempre più gli illuminati "recensori" (sigh, pensare che una volta associavo sensazioni positive  al termine) ecco il motivo per cui ho dato un taglio deciso al mio rapporto con questo ambiente. Mi spiace solo per quei pochi blog che seguivo volentieri (loro sanno di chi parlo), ma avevo proprio bisogno di dire un "basta" generale.

*per farvi un esempio pratico di ciò di cui sto parlando, e con cui non accetto più di perdere tempo in alcuna misura, ecco l'ultima amenità in cui mi sono imbattuta cercando semplicemente informazioni: gente che si lamenta della "solita autrice caucasica" tipo per innalzare il lavoro di una scrittrice afroamericana, come se l'etnia dell'autore rendesse automaticamente più interessante una storia - della serie che se sei una bianca laureata scriverai robaccia fantasy pallosa e banale perché la tua esistenza sarà stata sicuramente una passeggiata, mentre tanta melanina in corpo corrisponde a romanzi fantasy pregnanti e profondi perché SENZA ALCUN DUBBIO - e in questa generalizzazione sta l'assurdità e il paradossale razzismo di fondo - la tua vita sarà stata orribile (idea che se avessi la pelle scura mi farebbe oltremodo arrabbiare, ma ehi, sono solo una ventisettenne caucasica, cosa posso saperne). Che bello non avere pregiudizi. Riguardo alle sedicenti femministe (e sottolineo sedicenti, perché il movimento in sé nelle sue origini è uno dei più nobili e degni di stima, almeno per me) e alla simpatica dittatura a cui molte di loro potendo darebbero il via oggi stesso, preferisco non iniziare neanche.

Nonostante questo, il mio desiderio di scambiare opinioni con gente che legge e guarda film per passione, senza sentirsi in qualsivoglia modo superiore per questo o per i titoli che legge e vede, non se n'è mai andato, che è poi il motivo per cui non ho semplicemente chiuso il blog.
Rispetto ad altri anni non ho letto tantissimi manga, ma quelli su cui ho messo le mani mi hanno intrattenuto con piacere. In vista di Lucca 2017, poi, prevedo di farmi un'abbuffata di fumetti europei comprati mesi fa e rimasti ad attendere, così che a Lucca possa comprarne un altro tot senza sentirmi in colpa per la pila dei "da leggere".
Intanto vorrei parlarvi (in ordine alfabetico, così non mi faccio pare per la classifica) di un po' delle mie ultime letture manga, degli animi visti e dei dorama asiatici che ho guardato.


 MANGA

Adekan di Nao Tsukiji: nonostante Magic Press (e avrò modo di parlarne in un prossimo futuro) continui a NON pubblicare nuovi volumi la storia va avanti, e Adekan si conferma uno dei miei manga preferiti del decennio 2010-2020, forse forse addirittura nella top ten dei preferiti in generale. Ora come ora la storia orizzontale ha preso il sopravvento e i protagonisti sono nel mezzo della zona nemica, ma anche le storie verticali con cui vanno a intrecciarsi nel bel mezzo del pericolo sono belle (e strazianti) come sempre. Alcuni aspetti della sensibilità narrativa della Tsukiji mi ricordano molto Minekura Sensei, il che per me è già una garanzia di qualità e piacere della lettura.

Amami lo stesso di Aya Nakahara: a un volume dalla fine, posso dire che ho trovato questa serie deliziosa. A metà tra lo shoujo e il jousei, l'autrice di Lovely Complex ha sfornato una lettura piacevolissima e divertente, capace in certi passaggi anche di farti riflettere su alcuni temi complessi ed emozionare in altri ancora: la prova che pure canovacci e situazioni ormai talmente sdoganati da essere tipici del genere possono essere più piacevoli che mai, se chi tiene penna e pennino sa fare il suo lavoro.
In più, nei volumi si si respira quell'aria da vita giapponese di tutti i giorni che adoro ritrovare in un manga ambientato ai giorni nostri.


Gangsta di Kohske: ecco, Gangsta è stata una sorpresa. Il punto della trama, stando a tutti gli articoletti visti al riguardo, sembrava essere la disabilità di uno dei due protagonisti, quasi il manga fosse una pseudo-pubblicità progresso e andasse apprezzato come tale. Un modo perfetto per NON farmi leggere/vedere qualcosa è dare a intendere che *dovrei* leggerlo/vederlo perché "sennò sei una brutta persona" (la stessa cosa mi è successa con Mad Max Fury Road, che ero curiosissima di vedere finché il mantra "lo dovete vedere tutti perché è super femminista e se non lo fate dovreste vergognarvi, brutti maschilisti!" me ne ha fatto venire la nausea. E' andata bene che ai tempi del Quasi Amici francese non fossi così esasperata, altrimenti avrei rischiato di perdermi quel gioiellino di film - che consiglio davvero a tutti). Un bel giorno però lo stile di disegno e la simpatia che in realtà mi avevano sempre ispirato le figure dei due protagonisti dal punto di vista grafico mi ha convinto a prendere almeno il primo volume. E meno male che l'ho fatto. Si è rivelato uno di quei manga che ti colpiscono nel profondo, con una storia cruda e intensa dove anche il cast è quasi completamente "grigio", fatto di personalità alle quali spesso finisci per voler bene pur nei loro difetti e negli stili di vita non certo da Manuale del Bravo Ragazzo Progressista (a meno che fare affari ed essere amici di mafiosi non figuri nel manuale e nessuno me l'abbia detto). Per intenderci, se  già amate Black lagoon (aaaaah, Black Lagoon. Ma quanto amo Black Lagoon?) Gangsta fa decisamente per voi.

Kuroshitsuji di Yana Toboso: Kuro prosegue col suoi paio di volumi l'anno e ogni volta che ne esce uno mi ci butto letteralmente sopra. Ormai Ciel e Sebastian sono un appuntamente fisso, e a volte la Toboso tira fuori passaggi e tavole da mozzare il fiato, che dimostrano da soli come questo manga sia molto più del semplice fanservice in cui tanti vogliono incasellarlo da anni. Certo, per saperlo uno dovrebbe tipo LEGGERE IL MANGA. Vi dirò di più, sarebbe una serie che Hollywood potrebbe benissimo prendere e rendere una saga col suo bravo pubblico di giovani appassionati, a patto di lavorare bene di sceneggiatura nel trattamento dei vari archi narrativi e di scegliere ottimi attori. Ma a prescindere dalle mie fantasie cinematografiche XD spero che la Toboso prosegua con la storia finché avrà belle idee per gli archi e le dia poi un finale più che degno.

Liselotte e la foresta delle streghe di Natsuki Takaya: la Takaya è una di quelle pochissime autrici (non si contanto sulle dita di una mano... e ora che ci penso sono solo donne, cosa che renderebbe entusiaste le geniali sj di cui prima non fosse che è un fatto totalmente spontaneo e merito delle suddette autrici, non dovuto a un delirante partito preso) di cui compro le opere a scatola chiusa, perché so che qualsiasi sia la trama, lo stile e la sensibilità della mangaka
basteranno da sé a renderlo piacevole e coinvolgente. Qui abbiamo nuovi elementi fantastici, personaggi molto takayani (in primis la protagonista praticamente troppo buona per essere vera che la Taka riesce come al solito a farmi amare - e desiderare di somigliarle un po' di più) e storia d'amore struggente di sottofondo. Se vi è piaciuto Furuits Basket merita sicuramente un'occhiata, e pur essendo un peccato che sia un'opera rimasta in sospeso per qualche anno, mi pare di capire che la Takaya sia sul punto di riprenderla in mano.
 
Noragami di Adachitoka : letto il primo volume dopo averne sentito per parlare per mesi. La trama di base mi sembrava molto simpatica (un dio giapponese di bassissima lega cerca di acquisire popolarità esaudendo i desideri di chi lo chiama al costo fisso di 5 yen), mentre non mi facevano impazzire i disegni. Ho deciso comunque di dargli una chance e mi ha convinto anche più di quanto pensassi. Le premesse sono buone e spero che proseguendo continui così, un manga d'intrattenimento con una storia interessante e personaggi simpatici ai quali affezionarsi.

ReRe Hello di Tōko Minami: uno o due volumi e finirò anche questa serie shoujo, partita bene e continuata in modo gradevole, con una storia carina e innocua. Okay, niente di esaltante, ma si è fatta leggere e mi ha assicurato quella quasi-mezz'ora di evasione dal mondo e immersione nei più o meno probabili fattacci di due adolescenti giapponesi che volevo. Se avete voglia di uno shoujo scolastico semplice e piacevole va benissimo, mentre se cercate qualcosa di più memorabile  direi che può aspettare.

The ancient magus bride di Kore Yamazaki: ho letto i primi due volumi e non mi sono per niente dispiaciuti, anzi. Negli ultimi tempi si è parlato parecchio di quest'opera, anche e soprattutto per via dell'anime che uscirà proprio in questo periodo. Gli eventi partono abbastanza velocemente e si crea  un'atmosfera che mi piace molto e ben richiama il mondo inglese nel quale si svolge la storia. Ho già il terzo volume e penso proprio che lo leggero al più presto.

Tsubaki-cho Lonely Planet di Mika Yamamori: letti e apprezzati i primi due volumi. Non ho Una stella cadente in pieno giorno della stessa autrice, il che a quanto pare nel caso di questa serie è un bonus, visto che sembra le due opere si somiglino sotto molti aspetti. Altra trama decisamente classica (studentessa povera in canna, parsimoniosa, pacata e intelligente finisce a vivere e fare da donna delle pulizie a uno scrittore burbero ma in realtà di buon cuore) che però è portata avanti in modo per me piacevole e coinvolgente. Promosso, quando potrò prenderò sicuramente il terzo volume - ed eventualmente il quarto.

Per la categoria Puro Guilty Pleasure Bloody Mary di Akaza Samamiya: è un manga profondo, grande arte su tavola, o anche solo "semplice ma carino" come ReRe? Ehm, direi di no. Siamo a un passo dalla doujinshi di un esordiente con una buona immaginazione... ma se l'ho comprato fino all'ottavo volume c'è un motivo. Ed è quel gusto di piacevole vacanza in un mondo con creature fantastiche, vampiri, anime doppie e stile grafico molto manghesco. Niente che consiglierei al mondo intero, ma assolve bene il suo compito.


Un po' di impressioni su altri manga appena iniziati:

- Bunko Stray Dogs: ho letto i primi due volumi e l'ho trovato piacevole, ma se dicessi che svengo dalla voglia di continuare mentirei. Ho già una lunga lista di recuperi da fare, quindi il volume 3 me lo lascio per i momenti di fiacca;



- Urakata: primo volume intrigante, la storia tra me e Bisco Hatori continua ad andare alla grande. Host Club è stato uno dei miei amori del liceo e ho amato indegnamente anche i quattro volumi totali di Sangue sulla neve, pregni di un romanticismo molto etereo e sognante che in mano a un'altra autrice quasi sicuramente mi sarebbe sembrato stucchevole, ma con la Hatori al timone è finito per essere latore di un'atmosfera rarefatta che me l'ha fatto apprezzare ancora di più. Urakata sembra maggiormente ancorato al reale, ha un cast di personaggi decisamente più ampio... e prevedibilmente l'ho apprezzato. Il protagonista mi sta simpatico e l'ambientazione, il club di scenografia di un'università con diversi club di cinema per cui lavorare, è interessante e particolare. I comprimari sembrano avere tutti qualcosa da dire e in questo primo volume abbiamo un assaggio dei rapporti tra loro e delle loro storie, che in pieno stile Hatori promettono di essere molto coinvolgenti;

- Vanitas: shounen di stampo fantastico di cui mesi fa è uscito il primo volume per Star Comics. Piacevole, prenderò sicuramente il volume 2... ma ho l'impressione che mi farà un effetto simile al già citato Bunko Stray Dogs. Ho letto però che Vanitas è a quota due soli volumi anche in patria, quindi c'è decisamente tempo.





   

 La (ri)scoperta dei WEBCOMIC

Quest'estate sono tornata ad affacciarmi a un ambiente che in realtà ho cominciato a conoscere alcuni anni fa, quello dei fumetti pubblicati su internet da autrici e autori con vari livelli di competenza e bravura, dai più amatoriali a prodotti che in realtà sarebbero adatti alla pubblicazione con editori professionisti. Io da anni seguo Purpurea Noxa, che le autrici portano ogni anno come autopubblicazione a Lucca Comics, e in precedenza ho letto (e amato) Hadez quando ancora era presente sul web e poi come autoproduzione a Lucca, prima di essere ripubblicato da Dentiblù. Sempre italiano il carinissimo Racers, che le autrici portano a loro volta sempre in Self Area ma che ho iniziato proprio come webcomic. Oltre a questi titoli italiani, ho apprezzato moltissimo gli anglofoni TeaHouse (purtroppo ora interrotto) e lo scifi Star Fighters, che penso sia ancora in corso ma per un motivo o per l'altro a un certo punto ho lasciato andare.

In questo periodo, dicevo, ne ho scoperti di nuovi, e mi sono resa conto che c'è stata una vera e propria esplosione del fenomeno (ben visibile sul sito lezhin, andate a dare un'occhiata, molti capitoli iniziali sono gratis). Ecco quelli che ho letto:


19 days di Old Xian: il mio preferito. Parte con alcune strisce comiche su due amici e diventa pian piano una storia di amicizia, affetto e drammatica friendzone. Io mi sono divorata tutto il materiale disponibile in un giorno, e ora seguo le strisce che escono a cadenza quasi settimanale. Molto utile la pagina italiana dedicata. Lo consiglierei a tutti gli amanti di storie appassionanti fondante sulle relazioni tra personaggi - anche se la (lenta) trama orizzontale ci ha già messo davanti a rapimenti e brutti ceffi della mala legati a più di un protagonista, quindi in futuro le cose si dovebbero scaldare anche dal punto di vista dell'azione.

Blood Bank di Silb: altra storia parecchio coinvolgente, con personaggi ai quali finisci per volere bene in fretta.  L'ambientazione è distopica, con un mondo desolato in mano a raffinati clan di vampiri che fanno lavorare per loro gli umani trattandoli come sacche di sangue da cui attingere.
Nonostante il genere distopico non mi faccia impazzire, Blood Bank è una storia ben delineata con personaggi interessanti e l'ho apprezzato. Ha scene di sesso bl piuttosto spinte, ma se questo dettaglio non dà fastidio trama, protagonisti e comprimari meritano decisamente un tentativo di lettura.

Royal Servant di MasterGin e Chungnyun: questo è consigliato solo ad amanti del bl con stile
grafico (e inizialmente anche narrativo) un po' vecchio stile. La storia vera e propria parte decisamente tardino e sinceramente poco prima di arrivarci stavo per lasciar perdere. All'inizio è puro fan service e vi giuro che sono andata avanti soprattutto per l'inerzia data dal "clic" sulle freccine del pc, ma con mia sorpresa a un certo punto il racconto ha ingranato ed è venuto fuori che i personaggi hanno alle spalle background e collegamenti tra loro non di carta velina. Di certo non è il top di gamma, ma ora che  la trama è partita davvero penso che ogni tot andrò a recuperare gli ultimi capitoli.


Passiamo adesso alle Visioni e parliamo un po' di...

 ANIME

Da anni non ne ne vedo mai molti, perché di solito dove possibile mi butto sul media originale, e nel caso di prodotti nati come serie animate devo comunque beccare quelli con una trama che m'ispiri sul momento.
Negli ultimi mesi però ho recuperato la seconda stagione di Shinjeki no Kyojin: non riesco a leggere il manga per via del tratto, che proprio non mi piace, ma apprezzai la prima stagione e anche questa mi ha decisamente coinvolto. Fortuna che hanno già confermato la terza stagione per il 2018, così stavolta non dovrò  aspettare anni e anni per continuare la storia.

C'è poi un altro prodotto d'animazione giapponese che non posso non citare, anche se è passato parecchio tempo dall'uscita al cinema (non considerando le repliche in varie sale durante l'estate): Your name. L'ho amato. Sono prevedibile, lo so, cosa vi devo dire?
 Forse andare al cinema con aspettative piuttosto basse ha contribuito alla sensazione di meraviglia che ho sentito risvegliarsi in sala, fatto sta che non mi sarei mai aspettata di apprezzarlo così tanto.
Storia, personaggi, disegni, una colonna sonora che mi ha fatto impazzire...  è stato splendido. A Lucca conto di acquistare la versione homevideo deluxe, anche solo perché oltre a bd (grazie PS!) e dvd (che rende possibile guardarmelo su tutte le tv di famiglia o dagli amici senza problemi), è presente il cd della colonna sonora (!), un booklet con info e resoconti vari che m'ispira parecchio, contenuti extra sui quali si attendono delucidazioni e piccoli gadget inuili ma sempre carini, soprattutto considerando che tanto il prezzo rimarrebbe lo stesso.
Sempre di Shinkai ho visto anche Oltre le nuvole. Non proprio imperdibile ma, cosa interessante, mostra chiaramente che la poetica dell'autore è radicatissima in lui (il film è del 2004), il che non mi dispiace affatto, anche se spero che nei suoi prossimi lavori riesca anche a rinnovarsi.


Sempre al cinema, durante una rassegna ho avuto modo di scoprire lo splendido Song of the sea:
grande animazione dal tratto particolare e una storia di quelle che ti trascinano via con loro. A tutti gli amanti dell'animazione dico solo una cosa: NON. SNOBBATELO.




DEURAMA

Le mie visioni doramiche, anzi, in questo caso dEUramiche visto che parliamo di serie coreane, vanno un po' a rilento, ma non abbandono mai del tutto questi prodotti asiatici. Nel mio freddo inverno da fuorisede ho visto una serie assolutamente in stile telenovelas ma perfetta per lunghe serate in compagnia solo del mio pc e delle cene portate dal buon Just Eat XD  

Cinderella and the four knights: l'impianto base è in stile Hanayori dango e se cercate un reverse harem con eroina dotata di attributi in stile Tsukushi, background cenerentolesco (madre lottatrice di arti marziali intelligente e buona morta anni prima, matrigna e sorellastra infami e oche, padre affezionato ma con capacità di comunicazione pari a zero e scoppi di stronzaggine acuta) avete trovato il titolo per voi. 
Massima onestà bis: la crescita dei personaggi è carina da vedere, ma in una serie del genere le coppie prendono facilmente il sopravvento. Motivo per cui, quando negli ultimi episodi si è creata la coppietta che avevo smesso di shippare da un tot con conseguente sproposito di scene a loro dedicate, il mio entusiasmo si è parecchio raffreddato e devo ancora convincermi a vedere gli ultimi episodi. Ripeto, una crescita dei personaggi C'E' e la serie non si basa solo ed esclusivamente sul gioco delle coppie, ma dopo che i due si sono messi insieme ci si focalizza su questo e ho finito per annoiarmi. La vedrò  comunque fino all'ultimo episodio perché dai, se lo merita, dopo tutte le serate che mi ha intrattenuto in quel del mio appartamento nordico.
Comunque, se non avete ancora visto Hanadan io vi consiglierei prima quello: qui forse tutti i personaggi sono sviluppati davvero un poco di più (mentre i nostri F4 crescendo rimangono più attaccati alla loro natura originale), ma con tutto l'affetto per i four knights che a loro s'ispirano, gli F4 rimangono gli F4. Resteranno più bambinoni, ma il cuore che c'è in Hanadan finora lo ha reso ineguagliabile tra tutti i titoli che ne hanno preso le mosse che io abbia letto/visto. Questo Cinderella però è sicuramente un buon derivato, scritto da qualcuno che il suo lavoro di intrattenitore popolare è capace di farlo al punto da creare sviluppi di personalità nemmeno scontati per i suoi protagonisti - poi sarà che da prodotti del genere io mi aspetto sempre poco (giusto l'intrattentimento, che nel suo piccolo può essere fatto con cura e attenzione) ma è decisamente più degno di quanto molti potrebbero pensare.

Goblin: serie in visione, è molto appassionante e ha una trama  un po' meno scontata del solito, con elementi fantastici e almeno un paio di attori (tra cui il protagonista) molto bravi ed espressivi. La serie è decisamente lunghina, sedici episodi di cui i primi da più di un'ora, ma se non fosse che gli occhi mi si stancano molto a causa dei sottotitoli penso che l'avrei finita da un bel po'. Decisamente consigliata agli amanti delle serie con elementi fantasy e incentrate su storie d'amore e amicizia.


Per ora mi fermo qui, ma spero proprio di riuscire a scrivere un altro post riassuntivo nei prossimi tempi. Intanto vi mando un saluto!

venerdì 18 settembre 2015

Settembre e date irrinunciabili

Non guardatemi così. LO SO. Dopo l'ultimo meme interrotto al quarto giorno penso proprio che metterò un bel crocione sui meme "a giorni" per un (bel) po'. Il lato positivo del 30 days ship meme è stato che mi ha dato l'input a scrivere un post sulla saga di Amelia Peabody, che lo meritava.
Nel frattempo ho dato una sistemata al post introduttivo e niente toglie che tra un po' di tempo decida di continuare il meme.

Adesso ho una domanda fondamentale da farvi: in che mese siamo? Settembre, esatto. E cosa succede tra *rullo di tamburi* quaranta giorni?


Ogni volta che un'edizione giunge al termine la prossima sembra lontanissima, ma come sappiamo il tempo non si fa fermare da nessuno, a dispetto di quanto lo si preghi di rallentare, e uno dei lati positivi è che certi eventi annuali d'importanza capitale per ogni appassionato si ripresentano ogni volta.

Io ovviamente sono già qui che fremo e non vedo l'ora di presentarmi a Lucca armata di zainetto e pronta allo scatto verso i padiglioni e le vie della città. Forse avete già sentito dire che i biglietti quest'anno sono limitati: è vero, ma per ogni giorno ce ne sono 80.000 disponibili e come potete vedere nella home del sito manca ancora un bel po' a finirli tutti. I biglietti inoltre servono solo per entrare nei padiglioni, mentre girare la città non costa niente - al massimo fa imprecare in trenta lingue i bigliettomuniti che si ritrovano imbottigliati lungo le vie.
Il mio consiglio rimane come ogni anno di andare giovedì e venerdì e saltare assolutamente il sabato, se ne avete la possibilità. La domenica probabilmente sarà vivibile (per quello che può valere, al momento nella conta dei biglietti è il giorno con meno presenze dopo il giovedì) e vanta rispettivamente un pregio e un difetto non indifferenti: a quanto si dice, i venditori fanno enormi sconti per liberarsi di più merce possibile prima di ripartire; allo stesso tempo, la suddetta merce è stata perlopiù venduta nei giorni precedenti.

Fate i vostri conti e soprattutto se avete la possibilità di andare uno dei primi due giorni o (anche meglio) entrambi, FATELO.

Nel periodo che va da domani a Lucca sarò decisamente impegnata, ma spero di riuscire a pubblicare comunque post dedicati alle anteprime degli editori e alle autorpoduzioni (Clacca lo sta già facendo e v'invito caldamente a dare un'occhiata, perché ci sono buone possibilità che troviate cose interessanti anche per i vostri gusti).
Quello delle autoproduzioni fumettistiche è un piccolo mondo che da due/tre anni m'interessa molto, perché si trovano fumetti che vanno dall'adorabile al fantastico - non per niente Hadez lo ha agguantato Dentiblù e da quest'anno le autrici (vincitrici del premio Self Area lo scorso anno) saranno in piazza Napoleone, nel padiglione degli editori.
Tra parentesi, la Self Area è aperta anche al pubblico privo di biglietto, così come la Junior Area. Se venite in fiera fate almeno un giretto da quelle parti!



lunedì 20 luglio 2015

Day 4 (e non solo) Ship meme, o di Thor/Loki et Hemsworth&Hidlleston


C’erano un paio di domande a cui questi due erano l’invariabile risposta, così ho deciso di raggrupparle in un’unica giornata dedicata:
The pairing with the most chemistry?
The ‘can’t stand the sexual tension anymore’ pairing?
 
Che abbiano una chimica pazzesca è ormai generalmente riconosciuto, per il semplice motivo che si tratta di una verità innegabile. Le loro scene hanno un carica pazzesca e ci sono momenti “intensi” dove davvero sembrano lì lì per dire “al diavolo tutti, vieni qui!” e lanciarsi in baci scenografici. Se ci aggiungete il fatto che Hemsworth sia perfetto per il ruolo e Hiddleston un bravissimo attore a prescindere… Il secondo film dedicato a Thor non è niente di indimenticabile in sé, piacevole soprattutto per chi (come me) ha un debole per i personaggi asgardiani del MCU, ma ci sono scene tra loro che valgono da sole la visione. Seriamente, questi due insieme sono una bomba.
 Giusto per chiudere la questione...
'kay.

domenica 19 luglio 2015

Day 3 Ship meme - A pairing that needs to happen now


Ci ho pensato un po' su e direi Rock e Revy di Black Lagoon, che si girano intorno dal 2002. Sul serio, non ricordavo quale fosse l'anno di uscita del manga e wikipedia riporta come data di prima pubblicazione primavera 2002. Due o tre anni anni prima che li conoscessi, in pratica.
Il loro rapporto si evolve e diventa sempre più profondo a ogni volume, ma le hints c'erano sin dal primo e ormai sarebbe davvero l'ora che accadesse *qualcosa*. Forza Hiroe. FORZA.
Una coppia affiatata.

(come ho già detto più volte, Black Lagoon è tantissima roba, non solo grazie a Revy e Rock ma anche al resto dei personaggi, la trama in sé e soprattutto l'impianto che Hiroe ha voluto dargli. Non di meno, il rapporto tra loro ne è una parte importante - anche molto, almeno per me - e il giorno in quel *qualcosa* accadrà non è mai abbastanza vicino!)