venerdì 14 novembre 2014

[manga] Bottino lucchese 1

Ora che ho smaltito qualcosina del bottino lucchese ho voglia di darmi ai commenti su ciò che ho letto: non so quanti post lucchesi verranno fuori, ce n'è per riempirne molti brevi o in numero limitato ma lunghi come quello di oggi... staremo a vedere.

Iniziamo con un acquisto del 31, l'autoprodotto dalle bravissime Ilaria Catalani e Silvia Tidei Hadez, volume 2.
Hadez e Meredith in copertina!
Nel primo numero abbiamo conosciuto i personaggi, le dinamiche tra loro ed è stato dato il là all'avventura soprannaturale che i protagonisti Ike, Kurt e Meredith si trovano a vivere, dopo che il primo risveglia involotariamente uno spirito (ora soprannominato Hadez) dalla soffitta di una sua vecchia zia.
Adesso la storia prosegue entrando più nel dettaglio riguardo alle vite dei ragazzi e al mondo fantasmagorico che li circonda.
Il dispettoso e maligno (quanto maligno dipende da come gli gira) oog Hadez si accorda con Ike, Kurt e l'allegra e inquietante Meredith, che ha scelto per lui questo nome e nella cui mano è incastonato sin dalla nascita il terzo occhio dell'oog, per motivi che nemmeno lei conosce. Si accordano per cominciare a lanciare malocchi insieme, visto che un oog senza il suo terzo occhio è quasi impotente e non può lanciare maledizioni, e Hadez nel frattempo recupera le forze pappandosi tutte le larve fantasmagoriche su cui riesce a mettere gli occhi. Hadez si diverte anche a rompere le scatole e far passare per matto colui che dei tre è il vero responsabile del suo risveglio, quella tontolissima testa calda di Ike (lo adoro), stuzzicandolo con la possibilità di acquisire una potenza inaudita, se solo accettasse a sua volta di cominciare a maledire la gente attraverso di lui... a fine volume scopriamo di più anche riguardo al passato di Kurt, l'altro protagonista, intelligente e troppo buono, e lo vediamo finire nel mirino di un certo losco figuro rosso di capelli, che forse abbiamo già incontrato nel primo volume senza rendecerne conto...

Scoprii l'esistenza di Hadez poco prima di Lucca '13, tramite Internet, e leggendone le pagine sul sito dedicato me ne innamorai. I personaggi ti catturano da subito, la trama è coinvolgente e capace di raccontare la mitologia dei fantasmi inventata dalle autrici senza annoiare mai, l'umorismo che pervade la storia è frizzante, fresco e sinceramente spassoso; i disegni sono adorabili, una gioia per gli occhi, estremamente espressivi e e ricordano tantissimo Monsters Allergy.
Ho avuto la fortuna di vivere una preadolescenza condita di tutti i fumetti Disney originali dei primi 2000, e Hadez mi ricorda perché li adoravo.
Qui però ci sono anche diversi elementi palesemente e splendidamente legati all'esperienza coi manga delle autrici, qualcosa che più che altro senti, se ne sei a tua volta un amante e conoscitore, e non trovetere scopiazzamenti né situazioni mal presentate. In più, di diverso dal solito qui c'è anche una certa tematica - rimanendo in terminologia manga, qualcuno ha detto shounen*cough*ai* ? - magari l'occhio disattento di un profano o un ragazzino/a non lo noterebbe, ma che per chi fa un po' di attenzione è lì, pronta da cogliere.
Non dico chi coinvolge (o chi se ne rende conto, chi tordissimamente ma comprensibilmente no) ma quando sono arrivata a metà di quello che sarebbe diventato il primo numero, già presissima, e mi sono imbattuta nel primo indizio al riguardo, la cosa si è rivelata di una dolcezza che ha rischiato di farmi liquefare sulla sedia. C'è anche una particolare prova a favore della questione pubblicata solo sul web, e quando l'ho vista penso di aver esclamato ad alta voce "LO SAPEVO!!!"

Hadez per me è uno di quei casi in cui si può proprio dire che il tutto è maggiore della somma delle singole (e ottime) parti. Tutti gli elementi sono accattivanti e coinvolgenti, ma la vera bomba è il risultato finale. Se questo è l'esordio delle autrici, quanto saranno brave tra qualche anno?!
Consiglierei Hadez praticamente a tutti, dai dodici ai novantanove anni!
Non vedo l'ora di leggere le nuove pagine e acquistare il terzo volume a Lucca 2015!


Rimanendo sempre in ambito italiano, ho letto anche Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini, volume edito da ManFont e diviso in due cicli di storie dalla continuity strettissima.
Abbiamo a che fare con un certo ex burattino nato dalla penna di Carlo Collodi, che si ritrova a ricoprire il ruolo (dopo un paio di altri personaggi italiani leggermente noti al grande pubblico, che non vi spoilero) di Custode delle Storie al servizio delle Muse, con il compito di intervenire quando le altre Storie si fanno prendere la mano dalle proprie innate fisime, fissazioni e caratteristiche salienti, rischiando di spiccare troppo nel mondo umano.

Nel mondo inventato da Manfredi Toraldo infatti le storie si incarnano quando diventano classici, quando cioè vengono amate e conosciute in massa dal popolo umano: tutte le loro caratteristiche rimangono intatte, facendo sì che in diversi casi la loro vita tra i normali esseri umani non sia affatto semplice.

I disegni cambiano radicalmente dal primo ciclo al secondo: i primi (dei professionisti Spianelli e Amici) mi hanno ricordato molto quelli di alcuni Marvel (con cui gli autori hanno effettivamente lavorato) che ho adocchiato nel corso del tempo.
I secondi, per gusto e probabilmente per la mia personale storia fumettistica sono quelli che mi hanno fatta innamorare: si tratta del frutto del lavoro di studenti della Scuola di Comics di Torino, Tagliabotti, Chiabotti e Lanza, e hanno tutta la mia ammirazione.

Dei bei disegni, però, incantano fino a un certo punto se non c'è dietro una storia altrettanto bella, narrata come merita: e qui decisamente abbiamo entrambe le cose.
La regole di questo universo ci vengono presentate nei dettagli insieme a ciò che implicano (i personaggi possono morire? Se no, perché? Sarebbe una benedizione o una maledizione? Sono felici delle loro esistenze, quello che vale per uno vale in genere anche per l'altro?) e si dispiegano davanti al lettore nel corso del volume, che pian piano diventa davvero coinvolgente.
Del primo ciclo a rimanermi impressi sono stati soprattutto il flashback sulla vita del nostro protagonista e - per qualche motivo che non saprei spiegarmi neppure io - l'episodio su Iacopo Ortis e il giovane Werther.
Dal secondo ciclo.
Ho scritto prima che i disegni che mi sono piaciuti di più sono quelli del secondo ciclo, ma in realtà vale la stessa cosa anche per la storia. Ho amato tutto, ogni episodio ha la sua bellezza e il suo perché, a volte contiene anche palpabile poesia (e malinconia da tirare in terra, come nel caso dell'episodio con protagonisti una certa dama dai capelli blu e il rubacuori più famoso di sempre), momenti in cui i personaggi e soprattutto il protagonista si rivelano esplosivi ("Basta solo una bugia, per provare." "Mi dispiace.").

Personalmente il mio episodio preferito è probabilmente il primo del secondo ciclo (diviso in due parti), perché non puoi crearmi una storia così bella con Carlo Lorenzini insieme all'investigatore di Baker Street e il nuovo classico per eccellenza (quello su cui ho basato la mia tesi, giusto per dire quanto superficialmente ci tenga) e pretendere che io non ci lasci il cuore sopra!

Nell'arco di questo volume ho riso, mi sono venuti i lucciconi agli occhi, ho riflettuto, pensato alle storie, mi sono innamorata ancora una volta di personaggi che già conoscevo e sono arrivata alla fine pensando "ancora, ancora, voglio leggere altre cinquemila storie così!".

Spero davvero di vedere il secondo volume a Lucca 2015 e che il primo abbia tutto il successo che merita!

*
Dopo questi fumetti tutti italiani passiamo ai primi manga che ho letto: non si tratta dei titoli che più attendevo, per via di quel fenomeno noto come "no questo lo aspettavo da troppo, voglio avere l'umore e l'atmosfera giusta per leggerlo!" (col risultato che lo leggo settimane dopo averlo preso), ma meritano comunque il loro bel commento:

Forget Me Not 1 e 2 
Questi volumetti sono stati entrambi una sorpresa! Sono arrivata allo stand Flash con l'intenzione di sfogliare il primo, dopo averne letto a modo la trama sul web e il risultato non mi ha convinto: arrivata lì avevo l'impressione che fossero stamapati maluccio, l'inchiostro veramente un velo leggerissimo e in generale le immagini che ho visto non mi hanno convinto. Avessi avuto poco o niente da prendere forse avrei comunque provato il primo volumetto per la curiosità lasciata dalla trama, ma considerando che avevo un tot di roba tra anteprime e recuperi l'ho lasciato lì. Poi però, al momento di pagare tutto il resto, per arrivare a cifra tonda mi hanno offerto di prendere due volumetti a piacere per tre euro. Ripeto, due volumi Flashbook (nuovi fiammanti) a tre euro. Sconti fiera, vi amo profondamente.
Ho colto l'occasione al volo e sono tornata a casa coi primi due volumi di FMN, leggendoli pochissimo tempo dopo.
Be', mi sono piaciuti davvero un sacco! La protagonista, Umeno, è una ragazzina allegra ma molto insicura riguardo alle sue capacità, e quando la sua entrata al liceo si rivela una porta per il bullismo, invece che il futuro spensierato che credeva avrebbe seguito le scuole medie, il dolore e la stanchezza la portano al punto di non poterne più, fino a decidere di scavalcare e gettarsi giù da un ponte.
Si sveglia in un letto ospedale con diverse ossa rotte, una famiglia che non sa che pesci prendere con lei e il racconto di come una volta finita in acqua abbia chiesto aiuto tentando in tutti i modi di tenersi a galla, senza che lei ricordi niente di tutto questo.
Qui Umeno incontra diversi altri pazienti, tra cui Yusei, un coetaneo liceale appassionatissimo di karate con un cancro alla gamba in via di guarigione. Nei due volumi vediamo alternarsi i punti di vista di diversi personaggi, c'è spazio per tutti i ragazzi che Umeno e i lettori incontrano in quello che si rivela il reparto di oncologia infantile dell'ospedale e la narrazione è decisamente quella di un'autrice che sa farsi valere.

Forget Me Not non è scontato, non è banale e non si crogiola nell'autocommiserazione. Parla di questi ragazzi senza presentare la malattia come ciò che li caratterizza, ma ci racconta le loro vite e - inevitabilmente - come il male le cambi. Questo ci viene mostrato anche attraverso una breve storia in particolare, che nel corso di poche, oscure pagine riesce letteralmente a gelare il lettore (o, almeno, a gelare me). Raccontare bene qualcosa di terribile solo attraverso una voce e una porta chiusa: in questo, la Obata sicuramente sa il fatto suo.
Forget Me Not è coinvolgente, ti prende e ti fa affezionare ai suoi personaggi e incrociare le dita perché tutto vada bene, anche quando capisci che è improbabile, e tutto il manga è attraversato da una sottile poesia, quella di stampo tutto giapponese che è capace di attraversarti e fare il nido da qualche parte dentro di te.

Spero di leggere presto, anzi prestissimo il terzo volume.


Nisekoi 4
Continua anche questa serie ad ambientazione scolastica che mette insieme personaggi classici ma simpatici (di aspetto - e carattere, nel caso di lei - abbiamo Shinji e Asuka di Evangelion), un triangolo e situazione sentimentale che deve moltissimo, se non quasi tutto XD a Love Hina e uno sfondo super leggero e cazzone di yakuza-da-manga (la cosa che mi fece indegnamente cedere e decidere di provare il primo volumetto). Quello che c'è da dire sulla serie l'ho praticamente appena detto, ma ci tengo a precisare che se non avete una profonda allergia alle situazioni sopra citate, nel suo genere Nisekoi è molto puccino e simpatico.

Nel quarto volume si aggiunge alla festa un'altra ragazza fissata con Raku, il protagonista, di cui sinceramente non sentivo la mancanza e che spero venga liquidata nel prossimo volume, ma sono ottimista e spero a) che succeda davvero, b) che la storia continua con questi ritmi e tipo di comicità, evitando d'incagliarsi in un'infinita sequela di tipe che si prendono la scuffia per Raku e approfondendo invece i rapporti tra i protagonisti che già abbiamo. Si è svelato un mistero parecchio importante in un modo che non mi piace granché e deve moltissimo alla pessima memoria dei protagonisti riguardo a fatti avvenuti quando avevano cinque/sei anni, ma penso che l'autore possa benissimo recuperare le redini della questione.

Ho smesso da anni di prendere shoujo ad ambientazione scolastica andando a caso, da quando, durante liceo, mi ci ritrovai immersa sia in edicola che in fumetteria, con l'impressione che nella maggior parte dei casi si trattasse sempre della stessa minestra poco rimescolata e piena di personaggi che parevano senz'anima e rifotocopiati pari pari da altri. Negli ultimi anni di belle cosine tra i banchi di scuola ne sono riuscite, e nel suo piccolo Nisekoi è tra queste: ovviamente non è un immancabile capolavoro, non è impegnato né niente, ma se il genere non vi dispiace a priori il suo sporco lavoro d'intrattenimento lo fa e magari finirete - come me - per affezionarvi ai suoi personaggi e vedere come si andrà a parare verso un finale che credo di conoscere (così come molti altri lettori XD) già dal primo numero.

Ze 6
Recuperato anche questo e il settimo volume dello yaoi shimizuiano edito dalla Goen. Ho letto che diverse parti sono tradotte ad cacchius e di sicuro in questo volume c'è una scena palesemente tradotta da qualcuno che non sa gestire i testi a rating VM18 -_- Ma proprio no, era imbarazzante.
Non mi pronuncio sul resto del testo perché tanto comunque non so il giapponese e adesso siamo arrivati a un punto della storia inedito anche per me. Comunque, proseguono le storie delle varie coppie di utilizzatori del Kotodama (il potere di rendere le cose reali con le proprie parole) e i loro Shikigami, gli spiriti della carta dotati di aspetto e sentimenti umani con il compito di assorbire le loro ferite e servirli. La Shimizu non è la prima venuta e sa fare il suo lavoro di narratrice: Ze non è uno dei miei manga e nemmeno yaoi preferiti, ma lo leggo sempre comunque con piacere e sono affezionata a diversi personaggi. Adesso mi attende il settimo volume!




Per oggi chiudo, ci sentiamo a breve con i prossimi titoli!

4 commenti:

  1. Forget Me Not sta piacendo molto anche a me: dato l'argomento trattato, sarebbe stato molto facile cadere nel melodrammatico di facciata, ma l'autrice si approccia al tutto con onestà, senza mai cadere nella banalità. Ottima l'introspezione psicologica, come pure lo spostarsi da un protagonista all'altro con fluidità.
    Nisekoi l'ho abbandonato, non per noia o altro, m semplicemente perché sto seguendo fin troppe serie, ed è meglio cercare di contenerci; come commedie scolastiche "pure", quindi, ora seguo principalmente Yankee-kun & Megane-chan, e Yamada-kun e le sette streghe.
    Condivido il tuo pensiero su Ze: non sarà un capolavoro, e magari c'è in giro anche di meglio, ma si fa leggere con piacere e alla fine non delude mai.

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    1. La pensiamo in modo decisamente simile! Riguardo Ze, ho letto anche il settimo volume e ri-concordo ulteriormente col tuo parere xD Peraltro a questo giro mi è sembrato che la traduzione fosse più fluida e priva di parti e dialoghi imbarazzanti, speriamo continuino così anche con i volumi rimasti.

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  2. I primi due titoli italiani non li conoscevo, ma sembrano davvero interessanti! I disegni del primo sono proprio bellini :3

    Mi dispiace che Ze sia tradotto male :/ io pensavo di prenderlo prima o poi...ma prima vorrei " provarlo" per sicurezza ^^

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    1. Guarda, meritano un sacco entrambi! A me piacciono tantissimo *_*

      Di Ze purtroppo ho letto così, e pur essendo ignorante in maniera di giapponese posso confermare che in diverse parti il testo suona strano, e c'è la brutta questione di quelle parti VM18 il cui testo è reso in maniera che NO COMMENT. :\ Io comunque non credo che queste parti rese poco bene rendano immeritevole l'acquisto di per sé, ma sta molto all'opinione di ognuno in merito.
      Magari fai davvero prima "la prova" per sicurezza, e dopo decidi sul da farsi :)

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